“L’invidia è la religione dei mediocri. Se è così facile avere successo provateci voi”. Il post su Facebook condiviso da migliaia di persone

Invidiare gli altri, criticarli, insultarli piuttosto che riconoscere i loro meriti e cercare di imitarli, ammettendo le loro qualità. Di seguito potete trovare il testo integrale del post. Si ringrazia l’autore Luigi Caterino (link al suo profilo) per averne permesso la pubblicazione.

In questo momento una ragazza italiana di soli 29 anni sta tenendo una lezione ad Harvard, una delle più importanti università del mondo, 380 anni di storia e il luogo dove hanno studiato 8 presidenti degli Stati Uniti (l’ultimo è Obama) qualche premio Nobel tra cui quello per la pace di Ellen Johnson.
Dovrebbe essere un vanto per l’Italia, ma non lo è.
E come al solito usiamo il nostro tempo per essere mediocri.
Invece di celebrarla, la critichiamo. Anzi la insultiamo.
Primo problema
La ragazza è di Cremona, ha studiato alla Bocconi ma non si è mai laureata.
Del resto neanche Steve Jobs, Zuckerberg e Bill Gates l’hanno presa la laurea … anzi gli ultimi due proprio ad Harvard ci hanno provato… però non conta sai perché? perchè abitano negli Stati Uniti e in quel paese quello che sai fare e hai fatto conta più della laurea.
In Italia no.
Secondo problema
La ragazza è carina, faceva la modella ed ecco che parte subito lo stereotipo bella e stupida.
Ci piace troppo insultare e prendere in giro la gente famosa.
Se poi sono belle e sceme, godiamo.
Terzo problema
La sua azienda fattura 8 milioni di $ e ha 24 dipendenti, ma non è un’azienda “tradizionale”.
Nel 2009 a 22 anni apre il suo blog di moda (ringrazio la mia amica Paola Moretti Makì che nell’estate 2010 in Kenia mi fece conoscere THE BLONDE SALAD). Poteva essere uno dei tanti, ma è diventato uno dei migliori al mondo.
Ha 8 milioni di follower e Forbes l’ha inserita tra gli under 30 più influenti del pianeta.
Ma questo non basta. Bisogna insultarla.
Quarto problema
Parla di moda e quindi di cose frivole, cambia vestito e borsa ogni 2 ore (ricevendone in omaggio 1 all’ora) fa la bella vita, alberghi fighi e ristoranti alla moda, vive a Los Angeles e prende più aerei lei in 6 mesi di quelli che noi prenderemmo in vent’anni. E’ global ambassador di Pantene, testimonial di Amazon moda, di Yamamay, Hogan, Guess e posa nuda in copertina per Vanity Fair.
Trasformiamo la nostra invidia in accusa di superficialità


Gli argomenti più gettonati sono
“in realtà fa tutto il suo ex fidanzato”
“viene da una famiglia benestante”
“non fa un vero lavoro”
“non ha fatto sacrifici”
“la moda è una cazzata”
“ma non pensi alla gente che non arriva a fine mese”
“è diventata ricca senza saper fare niente”
Chiara Ferragni, quella con il “cane col papillon di Vuitton e un collare con più glitter di una giacca di Elton John”
Da quando si è sparsa la voce della sua lezione ad Harvard in rete è stata tutto un indignarsi, uno scandalizzarsi.
Come se le avessero affidato una cattedra di fisica nucleare.
In America i suoi coetanei le scrivono “brava, ce l’hai fatta, ci provo anche io.”
In Italia no.
Perche, come dice Saviano, in Italia tutti vogliono veder cadere tutti. Per sentirsi meglio. Perché se tu fallisci io mi sento migliore.
“vedi non sono io che sono incapace, è quello li che ha avuto successo che è una schifezza”
Sull’invidia nessuno può costruire il proprio futuro.
L’invidia è la religione dei mediocri.
Se e’ cosi facile. Provateci voi.
PS già 2 anni fa Chiara Ferragni è stata ad Harvard e già 2 anni fa venne riempita di insulti per questa foto con il libro al contrario.
Gli haters sapientoni partirono a razzo con i commenti sarcastici, senza neanche fare una ricerca su Google, accusandola di avere il libro in mano al contrario per via del codice a barre in copertina in alto e che pertanto non meritava di stare nella biblioteca della più prestigiosa università del mondo
Peccato che i geni non sapessero che ad Harvard tutti i libri sono etichettati così.