Quando ci disperiamo per qualcosa dobbiamo pensare a quanto siamo fortunati nella nostra vita

Mentre nel mondo accadono fatti di una gravità inaudita credo che tutti noi siamo oggi chiamati a una riflessione, profonda, sul senso della vita umana e della nostra vita in particolare, prima di impelagarci, con la nostra innata ed umana limitatezza intellettiva e culturale, in analisi e ricerca di soluzioni politiche che non siamo realmente in grado di fare. Credo che sia necessario interrogarci soprattutto su quale sia la condizione dei parenti delle vittime, degli amici, dei conoscenti che hanno perso irreversibilmente delle persone a loro care.

Ma penso anche alle vittime della guerra in Siria, le vittime delle dittature africane, tutte le persone che hanno problemi e sofferenze che noi non riusciamo probabilmente neanche a immaginare. Penso infatti che, a fronte di queste disumane barbarie, dovremmo lamentarci di meno e goderci di più la nostra meravigliosa vita perchè di questo poi si tratta. Una vita in cui il problema più grande può essere non superare un esame o avere delle incomprensioni con il proprio partner. Cose banali, piccolissime, direi impercettibili rispetto al male che esiste nel mondo.

Per questo dobbiamo riflettere molto. Riflettere su quanto effettivamente siamo fortunati, su quanto la vita e il destino siano stati benevoli nei nostri confronti. Se noi vediamo i dispiaceri come piccoli punti neri in una vita interamente bianca, c’è chi vede la felicità come un piccolo puntino bianco in una vita fatta tristemente di nero. Riflettiamo quindi oggi su quanto effettivamente siamo fortunati. E se il prossimo esame andrà male o se litigheremo con il partner, beh, saremo comunque e di gran lunga tra le persone più fortunate del mondo.

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