L’immutabile fascino di essere un aspirante giurista

Mi avevano detto che Giurisprudenza è difficile. Mi avevano detto che per laurearsi era necessario fare tanti sacrifici, combattere con professori severi e a volte ingiusti, mi avevano detto che non sarebbe stata una passeggiata. Ed è vero, l’ho sperimentato sulla mia pelle. Tuttavia non ci sarà mai nessun sacrificio che potrà togliermi dalla testa che studiare Giurisprudenza abbia un fascino, un prestigio, un non so che che la rende diversa da ogni altra Facoltà. Studiare Giurisprudenza è una vocazione, un modo di essere, uno stile di pensare, un’etica, una morale, un qualcosa che sento di avere nonostante le mille difficoltà che ho incontrato e potrò incontrare nel mio percorso.

Sono entrato in Giurisprudenza con il sogno di fare l’avvocato, il magistrato o il notaio ma mi sono reso conto che lo studio del diritto è qualcosa di più che una semplice professione. Il diritto è creare giustizia tra le persone, risolverne i problemi, attenuarne le preoccupazioni. Il diritto non sono le 1000 pagine di un Torrente piuttosto che quelle del Diritto Commerciale. Il diritto è vita, è sentimento, sono persone che vivono la loro quotidianità e che cercano risposte alle loro esigenze. Il diritto è l’accordo tra due o più parti per perseguire un obiettivo comune. E nonostante le difficoltà non posso non sentirmi orgoglioso di essere uno studente di Giurisprudenza. Ieri, oggi, domani. Giurisprudenza non è il 18 di un professore ma è molto molto di più. Giurisprudenza ha un fascino immutabile: ce l’aveva al tempo dei romani, ce l’ha oggi e ce l’avrà sempre. E io non rimpiangerò mai di aver fatto questa difficile ma avvincente scelta di vita.

Firmato: uno studente di Giurisprudenza senza nessun rimpianto ma con grande soddisfazione della propria vita e dei propri studi

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