Trovare lavoro: meglio le lauree triennali o magistrali? I dati parlano chiaro

Le lauree triennali vennero create per poter immaginare un più rapido inserimento nel mondo del lavoro. Adesso però non si può certo dire che questo obiettivo sia stato del tutto raggiunto. Paragonando infatti i dati della disoccupazione tra chi consegue una laurea triennali e chi invece una magistrale la distanza è non di poco conto. Anzi, tutt’altro. Se infatti con la laurea triennale il tasso di disoccupazione è superiore al 23% (nei fatti un laureato su 4 rimane senza lavoro) la situazione appare essere ben migliore quando si parla di lauree magistrali: dopo 5 anni dal conseguimento di questo titolo infatti ben il 90% ha trovato una collocazione nel mondo professionale.

È dunque molto importante scegliere di continuare gli studi dopo la laurea triennale. E i dati dimostrano che molti studenti, più della metà, fanno questo tipo di scelta. Bisognerebbe indagare però se essi lo fanno per convinzione o perché non riescano a trovare effettivamente lavoro con la sola laurea triennale. In ogni caso dovremmo forse esprimere un parere negativo sulla riforma delle lauree triennali: nate, come detto prima, per velocizzare l’ingresso nel mondo lavorativo hanno finito con il conseguire l’obiettivo esattamente opposto. Se infatti uno studente deve fare una prima tesi, discuterla, laurearsi e poi riprendere a studiare può perdere anche 6 mesi (o più nei casi peggiori) inutilmente.
 Pertanto, alla luce dei dati analizzati, è da ritenere che il ritorno al vecchio sistema delle magistrali a ciclo unico potrebbe essere la migliore soluzione a questo problema.

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