Università, le ragazze belle ottengono voti migliori. C’è uno studio che lo dimostra

Uno studio che proviene dagli Stati Uniti e che farà discutere non poco. Secondo quanto appurato da due economisti della Metropolitan Stare University di Denver, pubblicata dal sito InsiderHigherEd, le ragazze di bell’aspetto fisico riescono a ottenere con più facilità voti eccellenti all’Università. Lo studio è stato condotto confrontando ben 160 mila votazioni conseguiti da studenti universitari. Gli stessi venivano poi valutati facendo una scala di bellezza nel loro aspetto fisico. Il risultato è stato che le ragazze più belle hanno voti ben più alti della media. Non lo stesso effetto si verifica per i ragazzi, per i quali la bellezza fisica sembra non aver lo stesso peso in sede di valutazione delle colleghe.

Il dato confermato dalle ricerche sui corsi online

Ma, al di là del dato numero, il quale potrebbe in astratto qualificarsi come una mera casualità, è confortato e confermato dalle medesime statistiche svolte sui corsi di studi online. Quelli, per intenderci, in cui il docente che valuta esami ed elaborati non ha diretta conoscenza dell’aspetto fisico dell’esaminando. Risultato: non si verifica alcuna flessione delle votazioni delle ragazze più carine, i cui esiti accademici sono perfettamente in linea con quelli di tutti gli altri colleghi. E due indizi potrebbero formare una prova di una questione che, se da un lato costituisce una delle leggende più diffuse in tutti gli Atenei, dall’altro si presenta come un’ingiustizia nei confronti di chi è meritevole ma non ha la fortuna di accompagnare questa caratteristica a un aspetto fisico particolarmente avvenente.

Non è la prima volta che si fanno questo genere di studi

Come riporta il Corriere della Sera nel suo approfondimento, non è la prima volta che vengono condotte ricerche volte a evidenziare eventuali pregiudizi in cui si imbattono i docenti nel momento in cui effettuano le loro valutazioni. Tempo fa infatti l’Ocse aveva stabilito con una statistica la tendenza dei professori di dare valutazioni migliori agli studenti appartenenti a ceti sociali più elevati, rispetto a chi invece provenisse da famiglia economicamente e culturalmente più umili. E anche questo non può che far discutere e lascia certamente un pò di amaro in bocca in chi ancora crede alla perfetta uniformità di giudizio negli esami. Uniformità di giudizio che sarebbe dovuta e sacrosanta, visti tutti i sacrifici che gli studenti quotidianamente compiono per ottenere soddisfazioni nella propria carriera universitaria.

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