Il reato di furto

Il reato di furto è regolato dall’art. 624 del codice penale.
Esso punisce chiunque s’impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri.
La pena base prevista va da 6 mesi a 3 anni cui si aggiunge la multa da centocinquantaquattro euro a cinquecentosedici euro.

Soggetto attivo e passivo del reato di furto

Il soggetto attivo del reato può essere chiunque, così come il soggetto passivo.
Chiunque infatti è in grado di impossessarsi della cosa mobile altrui al fine di trarne profitto per sè o per altri.

Il dolo nel reato di furto

Il dolo nel reato di furto è dolo specifico. La norma, nella sua espressione letterale, lo chiarisce espressamente con la locuzione “al fine di trarne profitto per sè o per altri”.

La distinzione dei concetti di sottrazione e impossessamento

La fattispecie del reato di furto ex art. 624 cod. pen. comprende due condotte:
– sottrarre il bene mobile altrui
– impossessarsene ingiustamente

Ma che rapporto c’è tra il sottrarre il bene altrui e l’impossessamento? Sono state fatte varie teorie a tal proposito.

Secondo un prima teoria il sottrarre e l’impossessarsi sono due facce della stessa medaglia ed avvengono nello stesso momento: la differenza starebbe nel fatto che mentre il sottrarre è un fenomeno legato alla sfera del soggetto passivo del reato, l’impossessarsi non può che riferirsi al soggetto attivo.

Secondo una seconda teoria (che per taluni versi è forse preferibile) bisogna scindere i due momenti: il momento in cui la cosa viene sottratta a chi ne ha il legittimo possesso e un momento in cui il reo se ne impossessa.
Non è escluso, infatti, che sebbene nella prassi non sia certamente la modalità più diffusa di consumazione di detto reato, che i momenti della sottrazione e quello dell’impossessamento siano distinti (e in taluni casi lontani) nel tempo.
Si pensi, ad esempio, al ladro che sottratto un orologio di particolare valore al possessore di questo lo nasconda in un armadio in attesa di recuperarlo in un secondo momento. E’ evidente come in questo caso i momenti della sottrazione e dell’impossessamento siano molto diversi tra loro.

La questione, inoltre, non è certamente avulsa da importanti considerazioni in sede di applicazione pratica della relativa disciplina.
Infatti, capire quando si verifica l’una e l’altra condotta, è fondamentale ai fini della determinazione del tempus commissi delicti e dunque di tutta la disciplina che ne consegue (su tutti: la disciplina della successione di leggi penali nel tempo, il decorrere dei termini di prescrizione e così via)

Oggetto del reato di furto

Oggetto del reato di furto può essere qualsiasi cosa mobile altrui (appartenente cioè ad altro soggetto).
L’art. 624 co. 2 cod. pen. “agli effetti della legge penale, si considera cosa mobile anche l’energia elettrica e ogni altra energia che abbia un valore economico”.
Tutte le condotte di appropriazione e utilizzo illegittimo dell’energia elettrica (si pensi al malcostume diffuso di sfruttare abusivamente e illegalmente l’energia elettrica pubblica, mediante fraudolente modalità di utilizzo della stessa) rientrano dunque nella pena ex art. 624 cod. pen.

Circostanze aggravanti del reato di furto

Il codice penale al successivo art. 625 pone alcune circostanze aggravanti del reato di furto.
La ricorrenza di almeno una di dette circostanze fa aumentare la pena base edittale (che sarà da 1 a 6 anni con multa da 103 a 1.032 euro)

Dette circostanze aggravanti del reato di furto sono:
se il colpevole, per commettere il furto, si introduce o si trattiene in un edificio o in un altro luogo destinato ad abitazione;
– se il colpevole usa violenza sulle cose o si vale di un qualsiasi mezzo fraudolento;
– se il colpevole porta indosso armi o narcotici, senza farne uso;
– se il furto è commesso con destrezza;
– se il furto è commesso da tre o più persone, ovvero anche da una sola, che sia travisata o simuli la qualità di pubblico ufficiale o d’incaricato di un pubblico servizio;
– se il furto è commesso sul bagaglio dei viaggiatori in ogni specie di veicoli, nelle stazioni, negli scali o banchine, negli alberghi o in altri esercizi ove si somministrano cibi o bevande;
– se il furto è commesso su cose esistenti in uffici o stabilimenti pubblici, o sottoposte a sequestro o a pignoramento, o esposte per necessità o per consuetudine o per destinazione alla pubblica fede, o destinate a pubblico servizio o a pubblica utilità, difesa o reverenza;
– se il furto è commesso su tre o più capi di bestiame raccolti in gregge o in mandria, ovvero su animali bovini o equini, anche non raccolti in mandria.

Circostanze attenuanti del reato di furto

Il codice penale all’art. 625 bis pone anche delle circostanze attenuanti.
Testualmente la norma recita: “Nei casi previsti negli articoli 624, 624bis e 625 la pena è diminuita da un terzo alla metà qualora il colpevole, prima del giudizio, abbia consentito l’individuazione dei correi o di coloro che hanno acquistato, ricevuto od occultato la cosa sottratta o si sono comunque intromessi per farla acquistare, ricevere od occultare.”

Differenza da altre figure di reato

Differenza dal furto con strappo

La differenza tra il reato di furto e il reato di furto con strappo è certamente riconducibile alle diverse modalità di perpetrazione del reato.
Il furto con strappo è quel furto che avviene ”mediante introduzione in un edificio o in altro luogo destinato in tutto o in parte a privata dimora o nelle pertinenze di essa”.

Molti si chiedono in realtà se il furto con strappo costituisca una fattispecie di reato autonoma ovvero le modalità particolari di consumazione del reato stiano ad indicare la sussistenza di una specifica circostanza aggravante.

Differenza dalla rapina

Anche qui la differenza tra il reato di furto e la rapina consiste nella modalità di consumazione del reato.
La rapina consiste sempre nell’impossessamento della cosa altrui dopo averla sottratta ma ciò deve avvenire “mediante violenza alla persona o minaccia”.

La presenza nella fattispecie della violenza e della minaccia rende questo reato di un disvalore sociale molto più elevato rispetto a quanto accada con il reato di furto: per questa ragione le pene edittali sono ben più severe (da 3 a 10 anni di reclusione e la multa da 516 euro a 2.065 euro ).

Differenza dall’appropriazione indebita

La differenza tra il furto e l’appropriazione indebita si ha nel fatto che mentre nel furto dev’esservi il momento della sottrazione (in cui colui che possiede o detiene il bene è soggetto diverso dal reo) nell’appropriazione indebita ciò non è necessario in quanto il reo è già detentore del bene (si pensi a un oggetto detenuto a titolo di cortesia e poi definitivamente sottratto alla disponibilità di colui che ne era legittimo proprietario).

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