Dies a quo per l’impugnazione di atti lesivi nel procedimento di aggiudicazione degli appalti

Da quando decorre il termine di 30 giorni per impugnare gli atti di un procedimento di aggiudicazione di appalto pubblico? Il problema del dies a quo è stato adesso risolto dalla sentenza del Consiglio di Stato n. 119/2016.

Quadro normativo di riferimento

I termini per impugnare sono certamente quelli di “trenta giorni, decorrente, per il ricorso principale e per i motivi aggiunti, dalla ricezione della comunicazione di cui all’ articolo 79 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163” (art. 120 comma 5 codice del processo amministrativo).
L’art. 79 d. lgs. 163/2006 (codice dei contratti pubblici) è la norma che fissa il contenuto degli obblighi di comunicazione da parte dell’amministrazione appaltante nonchè le modalità con cui detti obblighi devono essere assolti (comma 5 bis).


Dies a quo è da comunicazione formale o anche da conoscenza acquisita in qualsiasi modo?

Tuttavia da tempo si è filato un filone giurisprudenziale e dottrinale per cui il termine di trenta giorni decorrerebbe dal giorno dell’effettiva avvenuta conoscenza del provvedimento lesivo, quando questo sia antecedente rispetto all’invio della comunicazione ex art. 79 d.lgs. 163/2006.
Nel caso in specie era accaduto che già prima dell’invio della comunicazione, il ricorrente aveva chiesto alla stazione appaltante di agire in autotutela, annullando il provvedimento che si riteneva essere lesivo. Da ciò si evinceva dunque che il ricorrente stesso doveva avuto, per forza di cose, conoscenza del provvedimento in un momento precedente rispetto a che questo gli fosse comunicato nelle forme e nei modi ex art. 79.
Essendo trascorsi più di 30 giorni tra il momento dell’effettiva conoscenza (quello cioè in cui aveva fatto istanza per agire in autotutela) e il momento di proposizione del ricorso, il Consiglio di Stato ha confermato la decisione del Tar che aveva rilevato la tardività (e dunque l’inammisibilità) del ricorso proposto.
Il principio di diritto affermato è dunque quello per cui i 30 giorni utili per impugnare l’atto lesivo nella procedura per aggiudicazione di un appalto decorrono dalla data di effettiva conoscenza dell’atto stesso se antecedente all’invio della comunicazione prevista dall’art. 79 d.lgs. 163/2006.