Università: i professori giudicano diversamente gli studenti anche a parità di conoscenze

Per molto tempo è stata una scusa da parte di tanti studenti per giustificare esami andati male o voti non soddisfacenti: il professore non è imparziale, ho visto gente meno preparata andare meglio di me… chi non ha mai sentito, durante la propria esperienza universitaria, questo genere di discorsi?

Sembra però che il tutto abbia anche un fondamento scientifico. Questo, per lo meno, è ciò che ha dimostrato la ricerca condotta dall’istituto di educazione dell’University College di Londra e pubblicata sulla rivista Journal of social policy. Il test consisteva nel lasciar valutare ai docenti degli elaborati in cui le risposte e la preparazione erano di fatto standardizzate e dunque avrebbero dovuto ricevere tutte un’eguale valutazione.

Ma le cose non sembrano essere andate così. La ricerca, dopo aver dunque analizzato il dato per cui le valutazioni non erano propriamente uguali, ha elaborato anche i possibili motivi della disuguaglianze da parte dei professori. Secondo lo studio, i professori fanno preferenze anche tra studenti ricchi e studenti che provengono da nuclei familiari meno abbienti o disagiati. Questi ultimi sono ritenuti inconsciamente meno validi dei primi, anche quando presentano lo stesso grado di preparazione. Pregiudizi analoghi esistono anche nei confronti degli studenti stranieri.

In realtà, comunque, il tutto sarebbe ricollegato a specifiche funzioni del cervello che sono uguali in tutti gli esseri umani. L’avere stereotipi (le così dette scorciatoie mentali) è proprio di qualunque essere umano e conduce a comportamenti diseguali in presenza di fatti oggettivamente identici se questi però provengono da persone diverse. Insomma i professori avranno tanti difetti ma purtroppo… sono umani anche loro!

Condividi questo articolo con i tuoi amici