Università: studiare ciò che piace o pensare solo alla professione?

L’Università italiana versa in un momento di crisi. In particolare nelle ultime settimane è divampato un dibattito sull’opportunità di studiare ciò che piace secondo le proprie passioni ed abitudini o se piuttosto scegliere il corso di studi in maniera più “cinica”, tenendo cioè soprattutto conto delle prospettive professionali che si hanno studiando in un determinato settore piuttosto che in un altro.

Alcuni hanno obiettato che il valore di un corso di laurea in ottica di inserimento nel mondo del lavoro dipende anche e soprattutto dal numero di studenti di una determinata materia. Così, se tutti studiassero nelle facoltà che oggi, dati alla mano, sembrano dare maggiori chance lavorative, di tutta risposta ed immediatamente si alzerebbe il quoziente di utilità e di inserimento nel mondo del lavoro delle altre facoltà “abbandonate”.


Voi cosa ne pensate? Bisogna scegliere la propria Università in base alle passioni o privilegiando l’aspetto lavorativo/professionale considerato il non semplice momento storico che si sta attraversando e in particolare per noi giovani? Se qualcuno vuole dire la sua è libero di farlo nello spazio riservato ai commenti che trovate poco sotto questo articolo. Siamo curiosi di sapere i vostri pareri a riguardo.