Come cambia il corso di laurea in Giurisprudenza con la nuova riforma

Ci siamo! Il corso di laurea in Giurisprudenza, come caldeggiato da tempo da tutte le associazioni di categoria nonchè dai primi interessati, cioè gli studenti stessi, subirà presto profonde trasformazioni con l’obiettivo di rendere il corso sempre più professionalizzante. Il risultato dovrebbe essere quello di concludere l’Università non più con un bagaglio solo teorico sulle spalle ma anche con conoscenze pratiche in determinati settori.

Lo studente di Giurisprudenza, infatti, nell’ultimo anno di studi, potrà scegliere fra più percorsi di specializzazione e potrà fare un semestre di pratica, come d’altro canto è già previsto attualmente dalla legge. La novità sta nel fatto che già dall’ultimo anno di Università lo studente potrà scegliere che tipo di settore approfondire e cioè quello in cui vorrà lavorare.

Il corso di laurea in Giurisprudenza era stato finora accusato fondamentalmente di due cose: la prima è quella di conferire agli studenti un bagaglio per lo più teorico con scarsi spazi riservati alla pratica; e il secondo è quello per cui non si approfondiva in particolare nessun settore, giacchè quindi negli studi post universitari gli studenti si ritrovano con sapere un pò di tutto (cioè le fondamenta di tutte le materie) ma nessuna in modo tanto specifico da potersi immettere adeguatamente nel mondo del lavoro.

Adesso l’obiettivo della riforma sarà proprio la risoluzione di questi due problemi.

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