La questione dei praticanti forensi di Catania arriva fino al Parlamento

Ieri la particolare e difficile situazione dei praticanti forensi iscritti all’Ordine degli Avvocati di Catania è stata oggetto di un’interrogazione parlamentare da parte della deputata Giulia Grillo, eletta e facente parte del gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle. Questo il contenuto del suo discorso, tratto dal giornale online Newsicilia.

giulia-grillo“A Catania studiare e ottenere le credenziali per una professione costa caro e solo chi ha i soldi riesce a ottenere qualcosa, chi non può permettersi di sborsare migliaia di euro invece deve rinunciare a un sogno. È questa l’Italia democratica che tanto decanta il nostro premier? Abbiamo l’impressione che nel nostro paese ancora una volta ci siano figli e figliastri, frutto di una politica poco attenta alle vere esigenze dei cittadini“ ha dichiarato la deputata Giulia Grillo.
Che poi ha continuato: “Peccato, però, che nella legge si fa riferimento alla necessità di un regolamento attuativo da parte del Ministero della giustizia che a oggi non è ancora arrivato“, aggiunge Giulia Grillo che evidenzia come tuttavia a Catania l’ordine degli avvocati, pur in assenza di un regolamento attuativo, ha istituito questo corso obbligatorio dal costo di €1.100, “con una forte discriminante rispetto ad altre città dove questo tipo di corso costa molto meno (a Cosenza servono solo 100 euro): nel caso in cui gli aspiranti avvocati si rifiutino di pagare il corso, l’ordine di Catania ha già minacciato di non rilasciare il certificato del praticantato, impedendo così ai praticanti avvocati di partecipare all’esame di abilitazione“.

Questa interrogazione è arrivata dopo un sit in organizzato da alcuni praticanti davanti il tribunale qualche giorno fa. Segno che la pazienza degli aspiranti avvocati sia certamente giunta al limite.

10476430_10205396635828525_2125567918367262931_nSulla questione è intervenuto pure Giuseppe Amato, ex senatore accademico dell’Università di Catania, il quale ha affermato: “La situazione in cui versano i praticanti iscritti all’Ordine di Catania è certamente causa di gravi, gravissime disparità tra gli aspiranti avvocati catanesi e quelli del resto d’Italia. Questo è a dir poco innammissibile. Pertanto mi sono preoccupato di inviare stamane un tweet al Ministro della Giustizia Andrea Orlando (che spero leggerà) con il tweet #nodisparitàperipraticanti. Spero che molti altri seguano questo esempio e tempestino i social, che servono anche per questioni importanti come questo, facendo notare come il malcontento sia più che diffuso. In particolare per chi dovrebbe iscriversi entro fine mese alla Scuola Forense e non ha ancora capito se questa scuola sia obbligatoria o no, visto la situazione di mancato coordinamento tra l’Ordine locale e la situazione a livello nazionale”.

Questo lo screen del tweet inviato stamane dall’ex rappresentante universitario:
tweet

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